Sulle “emozioni” dei mediocri per i grandi

Essendo per natura un tipo alquanto sospettoso, ogni qual volta noto qualcosa che, almeno apparentemente, non quadra ai miei occhi, cerco, pur con una certa sofferenza dovuta alla mia pigrizia, di individuare l’elemento dissonante.
A tal proposito, ho trovato sempre alquanto sospetto, alla stregua di un ispettore davanti a confessioni troppo repentine e razionalmente minuziose, tutto quel pullulare di pubblicazioni e condivisioni di frasi o aforismi di grandi personaggi storici sui social network.
Proprio per quella pigrizia a cui ho fatto riferimento, non mi soffermerò, con l’afa di oggi, sul fatto che, di quelle parole famose, i “condivisori” capiscano poco e niente e che, in realtà, essi ne appiattiscano il senso sulla propria mediocrità e banalità, senza contare, inoltre, che, se fossero stati dei contemporanei o persino dei conoscenti di quei grandi uomini, li avrebbero persino disprezzati. Mi limito solo a far notare come “quel condividere” i grandi uomini sia dovuto semplicemente alla lontananza, nel tempo e nello spazio, delle loro titaniche personalità e delle loro idee rispetto ai mediocri di oggi. Come si potrebbe far quadrare, altrimenti, il destino di solitudine che ha accomunato quei grandi con questo attuale eccesso di popolarità da social network?!

E’ evidente che, col passare dei secoli, verità scomode, come quelle di Darwin, che portarono il noto naturalista ad essere deriso dalle masse come fosse un idiota o attaccato dalle stesse come fosse un criminale, una volta avvalorate e consacrate dal passare del tempo, risultino dei “cult”, come sono considerati certi film.
Como posso seriamente credere, per fare un altro esempio, che uno “scassa…..” come Schopenhauer, conosciuto per la sua ferocia dialettica, avrebbe potuto resistere per più di un giorno nelle “amicizie” di quegli attuali suoi “sostenitori” quando basta che un utente medio esprima, in merito ad un loro post, un po’ di avversione per spingerli ad epurarlo dalle loro “liste amici”?!
Ma, ritornando alla questione, come spiegare quel fenomeno di partecipazione apparentemente emotiva al pensiero dei grandi?!
In realtà, quella parossistica condivisione di citazioni ed aforismi rientra in quella più generale moda di voler comunicare subito e ad ogni costo, senza prima pensare, con la relativa necessità di mostrare un po’ di istruzione e cultura. E trattandosi, appunto, solo di una moda, non reca in sé né istruzione né cultura.
Ecco trovata la quadratura! ….mi sento meglio!

Giuseppe Albano

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