L’omosessualità non è contro natura (umana)!

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Si è spesso in errore quando si parla di “natura”. Si confonde il proprio limitato concetto di “natura” con quello di natura in generale. E’ questa confusione che genera tanta avversione verso l’omosessualità e, in particolar modo, rispetto ad uno degli argomenti più scottanti di quest’epoca: l’adozione di bambini da parte di coppie gay.
Se l’omosessualità non fosse un fatto naturale, non esisterebbe neanche un tale approccio verso la vita di coppia, né tra gli uomini, né tra gli animali. Sempre più persone confondono il proprio (nostro) retaggio culturale e sociale con il concetto di “naturalità”. A tal proposito, Karl Marx, dall’alto del suo genio, nell’ambito della sua analisi delle sovrastrutture capitalistiche, mette in evidenza come l’abitudine ad un determinato sistema economico finisca col convincere gli uomini che le sue categorie siano naturali ed universali, che siano un tutt’uno con l’essere umano in quanto tale. La società di mercato sarebbe espressione della “naturalità” stessa degli uomini. Ritornando al tema dell’adozione da parte degli omosessuali, sollevato così ingenuamente ed inquisitoriamente da più parti, non penso affatto, come si sostiene, che le adozioni gay siano contro natura e, addirittura, un’offesa alla volontà di Dio ed un passo decisivo verso l’inferno. A parte il fatto, prettamente biologico, che, come potrebbero spiegare bene alcuni naturalisti, anche tra gli animali esistono “episodi” di omosessualità, è impensabile che l’uomo debba rassegnarsi e conformarsi alla “natura bruta”. Se così fosse, avrebbe più giustificazione un assassino eterosessuale che una persona con tendenze gay che decidesse di donare il proprio amore ad un bambino. Un camorrista, ad esempio, potrebbe giustificarsi affermando di essere in linea con le spietate leggi (naturali) della giungla e fare sfoggio contestualmente della propria presunta “naturalità” e della conformazione alle leggi divine del proprio comportamento, mettendo in evidenza il suo rapporto eterosessuale con una donna e il suo essere padre secondo le categorie sociali attuali. Questo individuo, se non controbattuto adeguatamente sul piano logico, secondo quella ovvia scissione tra gli aspetti biologici e storici che caratterizzano noi uomini, potrebbe apparire inscalfibile nelle sue argomentazioni. La realtà è che noi uomini, come dico sempre, non siamo “esseri naturali” come comunemente viene intesa questa espressione, ovvero manifestazione un po’ più alta, ma sempre dello stesso tipo, di quelle leggi biologiche che pure forgiano la nostra corporeità. Noi uomini rappresentiamo un “salto quantico ” – per mutuare un’espressione dalla fisica – rispetto alla “natura”, quello stesso salto che ci fa usare la parola “spirito”. D’altra parte, che senso avrebbe parlare di Dio dopo aver affermato con convinzione che dovremmo attenerci alla sola “naturalità”?! ….E dove sarebbe il concetto di Dio se non negli uomini, nella loro capacità di andare oltre la natura?!
Riflettete bene su quanto scritto e non ragionate solo biologicamente; siate uomini di spirito!

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