PANNELLA, IL CRISTIANO ATEO

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Di tutti gli uomini che hanno attraversato la scena politica italiana, Pannella, nonostante i suoi modi da giullare ed istrionici, è stato quello che ha recitato di meno e che più ha interpretato se stesso e la sua grande umanità.
Di tutti gli uomini politici che ho conosciuto è stato quello che meno si è spogliato della sua interiorità di uomo, coniugando la propria spiritualità con le necessità e il costume della politica.
La sua peculiarità – e che lo rende un autentico cristiano ai miei occhi – è stata quella sua capacità di difendere allo stesso modo Abele e Caino, come Gesù seppe amare Maria e Maddalena.
Ha voluto bene sinceramente.
Per lui gli uomini non si dividevano in buoni e cattivi ma dovevano essere uniti ed uguali nei loro diritti all’esistenza, alla civiltà e alla parola. Persino i contestatori di tali sacrosanti diritti, avevano diritto a quel loro pensare. Era irriducibile contro i malvagi e gli intolleranti ma irriducibilmente convinto che solo la difesa, nel senso di riconoscimento, di quella perversa condizione avrebbe permesso la loro redenzione.
In sostanza, per il nostro Gandhi, non poteva esserci la pace senza disconoscere la necessità della guerra. E’ questo che l’ha reso incomprensibile ai più, conformemente al destino di tutti i grandi uomini.
E’ stato incomprensibile ed oscuro, nelle sue contraddittorietà, come Eraclito lo era agli occhi dei suoi contemporanei.
La sua tolleranza non era un esercizio ideologico e di maniera, non era un modo di riempirsi solo la bocca, come capita ai più, essa si realizzava e si sostanziava nel suo agire; era autentica.
Era logorroico, al punto da costringere i suoi interlocutori o a rassegnarsi ad ascoltarlo o ad interromperlo bruscamente. Questo suo parlare, che assomigliava molto ad un divagare che lo rendeva spesso incomprensibile, era il frutto di una umanità irriducibile che non riusciva e non poteva incanalarsi in schemi dialettici precostituiti, proprio come il suo agire apparentemente ondivago non si allineava mai al conformismo della politica ufficiale, compreso quello apparentemente rivoluzionario e ribelle. In Italia, spesse volte, si è capaci di essere conformisti anche nella ribellione; Pannella è stato autentico anche in questo.
Se ne è andato un altro uomo vicino a Gesù, un altro autentico ateo!

Giuseppe Albano

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